La migliore posizione in sella

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Chiunque utilizza la bicicletta nel tempo libero, per fare sport o cicloturismo, sa bene che dopo un certo tempo, possono sorgere piccoli o grandi indolenzimenti, capaci di trasformare il piacere di pedalare all’aria aperta in una esperienza dolorosa. La posizione distesa e rilassata che il corpo assume in sella alle biciclette recumbent, su di un trike o all’interno di un velomobile, nella maggior parte dei casi, impedisce l’insorgere di dolori collegati alla postura. Eppure, quando la posizione non è corretta, anche la migliore recumbent può sembrare scomoda a lungo andare. Per questo, chi vuole intraprendere lunghi viaggi in bicicletta e chi si allena per diverse ore, più giorni alla settimana, farà bene ad affidarsi ad un biomeccanico esperto per individuare il posizionamento ideale e ottenere il massimo rendimento. Per tutti gli altri, può essere sufficiente seguire alcune istruzioni basilari, per regolare la propria posizione.

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IL SEDILE
La maggior parte delle biciclette recumbent a due e tre ruote, sono costruite con telai di taglia unica, sui quali è possibile regolare la posizione del sedile, la distanza del movimento centrale e la posizione del manubrio. Il sedile reclinato rappresenta il cuore di ogni HPV; è il componente più importante ai fini del comfort, per questo la sua regolazione deve essere curata con la massima attenzione. Molti costruttori offrono la possibilità di ordinare un sedile di taglie diverse, in base alla propria statura. In altri casi il sedile è composto da due sezioni separate e può essere allungato o accorciato. Ai sedili rigidi, realizzati in alluminio o in materiale composito, è sempre abbinato un cuscino. Chi desidera personalizzare la forma dello schienale, per riprodurre fedelmente la curvatura della propria colonna vertebrale, può impiegare spessori aggiuntivi in gomma, posizionati dove necessario.

L’ALTEZZA DEL SEDILE
La scelta di una bicicletta recumbent o di un trike, dovrebbe essere guidata dal tipo di utilizzo che si prevede di farne. Chi pedala per piacere, nel tempo libero e per brevi distanze, si troverà più comodo su recumbent dove il sedile ed il movimento centrale si trovano circa alla stessa altezza da terra, e dovrà scartare i telai dove il dislivello tra sedile e movimento (delta) è superiore a 200 mm. Viceversa, chi è più orientato alla performance, dovrà scegliere un telaio dove il delta supera i 200 mm. Solitamente i costruttori non prevedono la possibilità di regolare l’altezza della seduta. Questa può essere facilmente elevata, aggiungendo spessori nel punto di attacco al telaio, ma non può essere abbassata.

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L’INCLINAZIONE DELLO SCHIENALE
La maggior parte delle biciclette reclinate e dei trike permettono di regolare l’inclinazione dello schienale. Ogni volta che l’inclinazione viene modificata, il bacino arretra (sedile più disteso) oppure avanza (sedile più eretto) alterando la distanza dai pedali. Per questa ragione, prima ancora di regolare la posizione del movimento centrale, è necessario individuare l’inclinazione del sedile più adatta. Imparare l’equilibrio in sella ad una bicicletta reclinata è più facile quando lo schienale è meno coricato, mentre può essere piuttosto difficoltoso quando l’inclinazione è inferiore a 25°-30° rispetto al piano orizzontale. In un primo tempo è meglio selezionare una posizione più elevata, per prendere confidenza con il mezzo. Successivamente si potrà coricare di più il sedile, per godere di un maggiore comfort e ridurre la resistenza aerodinamica. La muscolatura del collo richiederà alcuni giorni per adattarsi alla nuova posizione. Per evitare fastidi nella zona cervicale è opportuno coricare il sedile in modo molto graduale e progressivo. Chi avrà pazienza, scoprirà che è possibile scendere sotto 25° di inclinazione, senza bisogno di ricorrere all’uso di un poggiatesta. Solo quando la recumbent o il trike sono utilizzati prevalentemente in montagna, con frequenti salite di pendenza impegnativa (oltre 10%) è preferibile non coricare lo schienale al di sotto dei 30° per spingere con più efficienza sui pedali.

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IL BOOM ANTERIORE
In quasi tutti gli HPV, la sezione anteriore del telaio (boom) è regolabile e permette di adattare il telaio a ciclisti di versa statura. La distanza del movimento centrale dal sedile può essere misurata dal centro del movimento al punto più basso della seduta, che solitamente corrisponde con la zona di ancoraggio del sedile al telaio. Un metodo empirico per determinare la giusta distanza, è quello di pedalare al contrario, (appoggiati al muro) con i talloni sui pedali e verificare che la gamba sia completamente distesa, quando il pedale si trova più lontano. Il posizionamento del movimento centrale “perdona” errori di 5 mm o più, perché il sedile consente di scivolare liberamente avanti e indietro per raggiungere la posizione ottimale. Quando si pedala “troppo corti” o “troppo lunghi”, il segnale di allarme arriva delle ginocchia, che iniziano a dolere, sia per l’eccessiva distanza che per l’eccessiva vicinanza dei pedali.

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IL MANUBRIO
La scelta del sistema di sterzo, sopra il sedile (Above Seat Steering) o sotto il sedile (Under Seat Steering), dipende dalle preferenze personali. In ogni caso, occorre prestare attenzione alla posizione del manubrio, dei comandi e delle leve freno, per garantire il massimo comfort degli arti superiori. La regola generale, valida per tutte le biciclette reclinate, è quella di posizionare il manubrio in modo da avere i gomiti allineati con i fianchi. In questa posizione, le spalle si trovano a riposo. Unica eccezione è il manubrio Open Cockpit, che si impugna a braccia distese, in una posizione che a prima vista può sembrare scomoda, mentre in realtà non comporta affaticamento alle spalle. L’orientamento della piega manubrio, di qualsiasi forma, deve garantire ai polsi una posizione rilassata. Solitamente la piega manubrio (ASS) viene rivolta con la concavità verso il basso e ruotata in avanti di circa 45°. Nella posizione corretta, impugnando le estremità del manubrio, i polsi dovrebbero essere in linea con gli avambracci. Lo stesso principio vale per regolare l’orientamento dei comandi del cambio e delle leve freno. Azionando i comandi e tirando le leve, i polsi non si dovrebbero allontanare dalla posizione di riposo.

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