Giuseppe & ICE Sprint 26X

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Scrivo questa prova su strada dell’ ICE Sprint 26X sperando possa essere di aiuto a qualche futuro possessore di trike. Innanzitutto spiego il perché ho scelto un trike; ho una malattia che compromette coordinazione e equilibrio, quindi dopo 20 anni di MTB per evitare di continuare a cadere e farmi male davvero, dovevo trovare un’ alternativa per proseguire i miei allenamenti\terapia. Cercando su internet mi sono imbattuto in un tizio, americano, con la mia stessa malattia che per raccolta fondi si permette di fare la RAAM! (Race across America). Un coast to coast non stop per bici da corsa a bordo di un Catrike 700. Un sentito GRAZIE a  Kyle Byant   http://www.kyleabryant.com/ che mi ha aperto questa strada.

Ora, sia chiaro che il trike non è un ripiego per disabili (…) ma un mezzo veloce, divertente ma anche comodo e sicuro. Dopo la scelta iniziale di uno Sprint RS (rear suspended), mi sono subito corretto, preferendo a una gomma rear da 20” ammortizzata, una 26 rigida dietro ma con l’opzione degli ammortizzatori anteriori. Quindi un incrocio bastardo non previsto nella gamma prefissata da ICE, ma possibile ordinandolo rigido + il kit front.

Mi spiego meglio, siamo in Italia e le ciclabili finiscono troppo presto (tipicamente non fanno paese-paese, si fermano ai rispettivi cimiteri…) e le strade per autoveicoli mal si conciliano con la sicurezza da me pretesa, quindi tutte le mie stradine offroad di campagna (Crema, pianura padana) non potevo perderle. Una gomma grassa al rear (1,75\2,00) restituisce un po’ di confort e le due ruote da 20 all’anteriore ammortizzato, ti permettono di “centrare” buche con più disinvoltura senza cambi improvvisi di traiettoria. Chiaro che se il desiderio è la massima efficienza\velocità, occorre puntare sul Vortex… Il mio Sprint 26X monta le gomme Schwalbe Kojak di serie. Ho percorso circa 400 km, su ciclabili in asfalto, a breve monterò (sempre Schwalbe) una Mondial 2.00 dietro e due Marathon plus alle anteriori.

POSIZIONE DI GUIDA

L’accessibilità al sedile è, per me, un po’ difficoltosa ma, una volta trovati i giusti appoggi con una mano sulla gomma e l’altra sul sedile, sedersi e alzarsi è abbastanza facile. L’inclinazione del sedile è al massimo, con le posizioni più verticali si tende a scivolare col sedere in avanti e poi così si sta comodi e aerodinamici!

Pronti? Via! O quasi. La distanza dei pedali dev’essere 1 o 2 centimetri più vicino di quanto avviene sulle bici tradizionali, spingendo durante la pedalata si “sprofonda” un pochino nel sedile. Settare quindi la lunghezza osservando che la gamba distesa non lo sia completamente, nemmeno spingendo sul pedale per far aderire bene il fondo schiena al sedile. Una posizione troppo lunga mi crea problemi ai muscoli basso dorsali.

Pedali: OBBLIGATORIO l’uso dei pedali automatici, senza il piede “scappa” sotto e son dolori… E poi non esiste il problema di caduta per non aver sganciato i piedi in tempo utile. Infine, come per le bici tradizionali, la pedalata ci guadagna. Indosso scarpe da MTB con pedali Shimano da down-hill oppure Crankbrothers Candy.

COMANDI 

La gamma X prevede i comandi dei cambi anteriore e posteriore a  levetta sopra le manopole. Soluzione perfetta. I tradizionali comandi Gripshift mi hanno sempre fatto innervosire. Leve freno perfette, regolabili anche nella distanza leva-manopola per adattarsi a tutte le taglie. Leva del freno di stazionamento non comodissima ma accettabile.

GUIDA

La prima impressione è quella di partenze rapide, aver subito due piedi pronti a spingere non è male. Presa un po’ di velocità, l’impressione è quella di andar forte probabilmente legata al fatto che si viaggia molto vicino a terra. La tenuta laterale è notevole e viene naturale controbilanciare le curve veloci “”buttandosi” all’interno della curva ed evitare di alzare la ruota interna. Una goduria.

STERZO

La risposta dello sterzo a 20 Km\h è fulminea, sembra un go-kart a pedali con le Kojak strette e pompate a 4,5 bar. A 35 Km\h ci vorrebbe un ammortizzatore di sterzo; altrimenti buon senso e movimenti di mano ben controllati. In questi momenti, sono proprio contento di aver preso gli ammortizzatori davanti, una buca improvvisa non ti spaventa più di tanto. Parlando ancora di sterzo, forzando un po’ l’andatura oltre i 30 Km\h e con un rapporto non lunghissimo, lo scuotimento del movimento delle gambe, innesca piccoli e non problematici scarti laterali. In questa occasione non si deve far nulla, la marcia rimane sicura e rettilinea.

FRENI

Tre freni a disco, il posteriore è solo di stazionamento con leva dedicata. Non c’è frenata combinata (per fortuna) leva destra aziona il disco destro e viceversa la parte sinistra. Si frena tranquillamente anche con una mano sola anche ad alta  velocità. L’impianto frenante (idraulico) è potente e discretamente modulabile. Nelle frenate più vigorose, si può innescare un bel wheeling alzando la ruota dietro! Solo se lo si vuole… Il freno di stazionamento è super comodo per salire e scendere e per le soste in pendenza. Senza, sarebbe un problema.

CONFORT

E’ il principale pregio dello Sprint. Addio a indolenzimenti di mani-braccia-spalle-collo delle bici tradizionali. Con la MTB ogni ora di pedalata, obbligatorio era fare una sosta, col trike se mi va faccio lo stesso, ma non scendo nemmeno, sgancio i piedi e sono già in sdraio. Da notare che la vicinanza al suolo fa sentire molto il caldo dell’asfalto ed i “profumi” della natura animale canina.

SICUREZZA

Lo Sprint è sicuro. Ribaltarsi è poco probabile e bisogna proprio andarsele a cercare, magari facendo il movimento del pendolo. E’ più facile cadere in bici perché su una curva si è palesato del brecciolino imprevisto. Lo Sprint è molto basso, quindi anche il baricentro di conseguenza. Proprio per il fatto che è basso, gli autoveicoli (soprattutto quelli alti, suv ecc.) se t’infili a uno stop alla loro destra, non ti vedono e ti vuoi male… Nelle restanti occasioni, la bandierina fa il suo dovere e le auto si fermano agli attraversamenti (non lo fanno per bici e pedoni) per osservare te, un alieno con la sua astronave. Occorre farsi sentire in caso di pericolo, io uso un avvisatore a tromba manuale. So che esistono soluzioni elettriche o ad aria compressa, ma mi sembrano troppo complesse e poco affidabili, nel senso che ti stufi di preparare le batterie o caricare l’aria o semplicemente ti dimentichi e nel momento del bisogno… Maglietta e casco di colori vivaci sono consigliati (anche sulle bici tradizionali). La guida al buio non l’ho provata, ho comunque lampada anteriore e posteriore a led, batteria, ad aggancio rapido. Si presentasse l’occasione, sono pronto. Specchio sul lato  sinistro di serie e indispensabile.

MUSCOLI

Dopo un po’ che pedali, ti si presentano dolorini a muscoli che non pensavi nemmeno di avere. Comunque niente di preoccupante e bastano poche uscite per essere perfetti. In particolare segnalo due dolorini, i bassi dorsali nel caso di una guida troppo distesa per via dei pedali troppo distanti ma anche agli adduttori. Quest’ultimo problemino credo derivi dal fatto che se vuoi pedalare anche in curva, devi trattenere le gambe parallele, con gli adduttori, appunto. Altrimenti la forza centrifuga te le sposta quel tanto che basta a pedalare male e a cozzare con borraccia ecc. Ovviamente con la bici tradizionale è una cosa che non succede.

SALITE

Premesso che non ho fatto lo Stelvio ma molti cavalcavia…, quello che posso dirvi è che la forza di gravità aiuta i ciclisti  tradizionali! Poco male però, qui si va un po’ meno e  con un rapporto agile, ma trovato il ritmo si va su senza problemi.

TELAIO PIEGHEVOLE

L’ho usato un paio di volte ed è facile. Diciamo che è normale averlo. Senza mi precluderei delle gite.

COMPUTER

Ho un wireless col display bello grosso montato sul braccetto dello specchio. Un paio di consigli: ordinate il braccetto optional per montare il sensore, SENZA SI DIVENTA MATTI, non c’è la forcella… Il sensore sul forcellone rear è perfetto, peccato che la distanza computer-sensore sia troppo elevata e funziona poco e male. Va montato davanti, col suo braccetto optional (ICE, potevi metterlo di serie…). Punto.

NOTE

Le leve del freno vibrano parecchio se si toglie la mano dalla manopola. Non è facile trovare una regolazione di compromesso sul cambio posteriore, si rischia di non riuscire ad usare tutti e 10 i rapporti. Le curve rallentano un poco la velocità, si crea molto più attrito con le 2 gomme anteriori sterzate rispetto all’inclinazione delle bici tradizionali (qui non si inclina nulla).

ACCESSORI

-Sospensioni anteriori

-Parafango solo posteriore. Il motivo è  non conciare il sedile da  buttare dopo poche uscite offroad.

-Portapacchi: per ora non ci faccio granchè, se mi stufo lo tolgo.

-Portaborraccia: era sul tubo centrale in mezzo alle gambe, ma mi dava noia. L’ho messo in punta, oltre il movimento centrale. Un po’ distante ma almeno non ci piglio contro ogni  tre per due.

MARZO 2013

In  questi mesi ho percorso 1600 km circa e con l’esperienza ho apportato un paio di modifiche: sostituzione pneumatici e rimozione del portapacchi.

Ho sostituito gli Schwalbe Kojak 1.35 di serie con ruote più “grasse” sempre Schwalbe ma alle anteriori le Marathon plus da 1,75 e al rear una Marathon Mondial da 2,0. Queste gomme sono abbastanza pesanti e offrono vantaggi e svantaggi, dipende dalle esigenze personali. Con le Kojak la velocità di crociera mi risultava superiore di un 2 o 3 km\h. Parecchi. Le Kojak sono molto più belle e meglio amalgamate con l’estetica generale. Per essere sfruttate bene devono essere gonfiate in un range tra i 4 e i 5 bar. Val la pena di osservare il valore più basso suggerito dai costruttori di gomme, qui il peso bici\pilota è suddiviso su 3 gomme e non 2, quindi meno peso per ogni gomma rispetto alle due ruote. A questa pressione il trike è  veloce, a patto di  trovare strade asfaltate belle lisce. Già quelle strade con l’asfalto rugoso o consumato fanno vibrare tutto il trike e anche un po’ il pilota, e la velocità ne risente di qualche km\h. Lo sterrato non è proibito, ma deve essere sterratino …

Intermedie Marathon: con queste  gomme grasse invece non mi precludo nessun tipo di percorso. In questi mesi invernali il fuoristrada significa spesso fango, tanto fango… Nelle restanti stagioni il problema della trazione è un poco meno evidente con le Kojak ma è troppo facile forare, basta una buca improvvisa e ti ritrovi a riparare gomme in mezzo al nulla. E questa non è una bici che puoi capovolgere…

Nessun problema di foratura con le Marathon (e ci credo, sono di legno)

Pressioni di gonfiaggio:

2.5 bar per lo sterrato, velocità 15\20 km\h dipende dal fondo.

3.0 bar percorsi misti, si balla un po’ sullo sterrato ma non si perde troppa scorrevolezza su asfalto

3.5 bar solo asfalto. Sullo sterrato partono le otturazioni ai denti ma su asfalto non si rimpiangono troppo le slick, anzi se l’asfalto è rugoso o rovinato vanno meglio (non rallento a causa delle vibrazioni) delle kojak. Osservando il colore del battistrada su asfalto, si nota che la superficie di contatto al suolo è equiparabile alla larghezza delle kojak.

Riassumo dicendo che la scelta di cambiare gomme è quanto mai azzeccata.

Nota: il parafango posteriore è regolabile in altezza e non ci sono problemi nel montare  una misura di gomme 2.0.

Rimozione del portapacchi: lo usavo poco. Nonfaccio gite di 2 giorni o più, non mi servono le borse da turismo, quindi via! Meno peso e meno rumore di sbattimento contro le bacchette del parafango. I problemi di minimo stoccaggio li ho risolti acquistando uno zainetto da 2 euro. In tessuto sintetico leggerissimo (piegato nel suo taschino è più piccolo di un pacchetto di sigarette). L’ho posizionato dietro il sedile infilando le bretelle degli spallacci nei fori del sedile stesso. Quindi sta in orizzontale. Le mie necessità di trasporto di un minimo di viveri e abbigliamento è ampiamente soddisfatta. Senza portapacchi si perde anche la possibilità di installare il catarifrangente, a me non importa in quanto accendo sempre piccole lampade intermittenti a led montate sul casco, bianca davanti e rossa dietro.

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  1. Molto interessante,quanto costa, e in italia dove si può comprare?

  2. massimo

    ma , non hai indicato il prezzo di questo bellissimo treciclo

  3. claudio

    ciao Giuseppe mi chiamo Claudio sono di Biella e ho comperato il trike circa 4 anni fa, più o meno per i tuoi stessi motivi, a differenza tua io ho la passione per i viaggi e devo dire che li questo magico mezzo dà il meglio di se …… oggi anche potendo non tornerei più indietro comodita e ormai l’abitudine non fanno rimpiangere un solo metro percorso con la bici classica …. saluto Bonazzoli e chissà una volta o l’altra magari ci si incontra …. buona strada claudio

  4. Morselli Paolo

    Acquistato 2 mesi fa. Dopo ultima caduta con frattura prime due vertebre cervicali nel 2014, 6 mesi di collarino, guarigione completa senza conseguenze (mi è andata molto di culo), non volendo rinunciare a pedalare, e navigando sui vari forum ho scoperto le reclinate a tre ruote, ho optato per una sprint x 26 di cui sono molto soddisfatto. Ho ripreso a pedalare dopo 2 anni di stop in maggio ( ero convinto di non riprendere più, non potevo permettermi altre cadute), e dopo un paio di mesi di uscite con mtb in tranquillità sono passato al triciclo. Ora l’allenamento mi permette di viaggiare ad una discreta velocità, generalmente esco da solo o in due, a ruota seguo tranquillamente il gruppo a 40 Km. senza difficoltà. Spero di incontrare qualcuno a Verona il 24 settembre per la verona-riva delgarda in notturna.
    Ciao a tutti.

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