Garda Lake Tour 15.03.2009

La notte prima della gara

L’entusiasmo per questo secondo appuntamento di stagione è già grande, nella settimana che precede la gara, e cresce ogni giorno man mano che la domenica si avvicina. Mi sento proprio come uno studente del liceo che domani partirà per la gita scolastica in pullman. La notte prima della gara l’eccitazione è alle stelle! Vado a dormire presto, così domani mattina sarò fresco e riposato.

Alle 2.30: “oh no! è ancora prestissimo”

Alle 4.20: “ma non passa mai!”

Alle 5.35: “ci siamo quasi…”

L’imbarco

Alle 9 di mattino sul lungolago di Bardolino iniziano le operazioni di imbarco sulla motonave che trasporterà i partecipanti della Medio Fondo a Toscolano Maderno, sulla sponda opposta del lago. Dal piano superiore della motonave inizio a filmare decine di ciclisti di ogni specie, provenienti da tutta l’Italia, mentre salgono a due a due, su questa improbabile Arca di Noè che a poco a poco si riempie di centinaia biciclette colorate, tutte appese per le ruote, come prosciutti pregiati durante la stagionatura.

Dopo la partenza dei gran fondisti, anche la motonave prende il largo e la traversata del lago è l’occasione per incontrarci attorno ad un tavolo, per confrontarci sulle conseguenze fisiche più o meno dolorose dell’ultima fatica, e per condividere allegramente i propositi per l’impegno imminente. L’obiettivo che desidero ribadire è quello di stare insieme,  e goderci la passeggiata attorno al lago, perché ad inizio di stagione non siamo ancora tanto allenati …

La gara

Dopo un breve tratto di trasferimento, dal porto di Toscolano, raggiungiamo già di corsa la linea di partenza. Appena partiti, le parole spese pochi minuti prima, pronunciate con sincerità assoluta, sono smentite con altrettanta sincera ‘trance agonistica’ che gli esperti definiscono così: “stato psicofisico nel quale viene a trovarsi uno sportivo quando, durante una gara o un allenamento, si sente, per così dire, toccato dalla grazia e ogni cosa va per il verso giusto. In uno stato di concentrazione assoluta tutto sembra fluire senza sforzo e si percepiscono sensazioni di euforia e potenza”.

Martina è partita in prima fila, con un vantaggio notevole rispetto a noi, che ci siamo trovati in fondo allo schieramento di partenza. Quando siamo solo pochi metri dopo la linea di partenza incalzo subito Davide a raggiungere la sua compagna:

“andiamola a prendere!”

Ci lanciamo insieme in un folle inseguimento. Il campanello suonato come la trombetta della cavalleria, in stile “arrivano i nostri”, segnala il nostro sorpasso a tanti ciclisti stupiti e  presi di sorpresa. Le gambe, ancora impreparate per l’accelerazione a freddo, vorrebbero battere in ritirata, ma l’obiettivo ora è raggiungere la battistrada. Suonare ancora il campanello, e poi ancora, e ancora, è il modo che utilizzo per farmi coraggio, per richiamare l’attenzione sui nostri bolidi reclinati, e per fare squadra con il mio compagno di gara.

“L’ho vista”

Il primo traguardo della giornata è quasi raggiunto.

“Eccola”

Proprio adesso che potremmo  ‘mollare’ e recuperare ‘il fiato perduto’, si innesca un meccanismo perverso che ci mantiene a velocità quasi insostenibili. Vorrei chiedere a Davide di rallentare, ma l’orgoglio mi trattiene dall’ammetterlo, così stringo i denti e resisto. Anche Davide (mi confesserà solo nel pomeriggio) vorrebbe che io rallentassi, ma l’orgoglio lo trattiene dall’ammetterlo. Come due perfetti idioti, ci sosteniamo a vicenda, anche se involontariamente. Il percorso è un’alternanza continua di tratti con panorami mozzafiato sul lago, e di lunghe gallerie buie, umide e fredde, dove l’unica cosa visibile sono i led rossi lampeggianti, montati per regolamento su ogni bicicletta, che sembrano lucciole brillanti in una notte di piena estate.

Dopo il virtuale giro di boa, che avviene a Riva del Garda, inizia il nostro ritorno verso Bardolino. Il gruppo con il quale mi sono affiatato, perché procediamo alla stessa andatura, viene investito ripetutamente da ondate di gran fondisti che visibilmente più allenati di noi, procedono ad andature per me ancora insostenibili. L’arrivo di queste ondate umane, è preceduto come fosse una valanga, da uno spostamento d’aria, da urla e grida, e moto della scorta. L’effetto dell’imminente sorpasso è amplificato dall’acustica particolare delle gallerie a volta, che fanno sempre temere il peggio. E il peggio infatti arriva. Più volte sono fortunato, e mi trovo a grande distanza, quando per la foga e la stanchezza due o più ciclisti si toccano e volano per terra con conseguenze non sempre leggere.

Una gara veloce, molto veloce, a tratti pericolosa, ma irresistibilmente bella. La media oraria fino a Garda, dopo circa 90 km è di 39 km/h, e scenderà poco sotto i 35 km/h, solo per effetto della salita che i gentili organizzatori hanno voluto inserire a pochi chilometri dal traguardo. Quando, sulle rampe che da Garda salgono a Costermano, i due cavalieri ormai sfiniti smettono di darsi battaglia, e si leccano le ferite, Martina si avvantaggia, sicura che la riprenderemo in discesa… (pensa lei).

“La riprenderemo in discesa?”

La ritroviamo sul lungo lago di Bardolino, dove ci precede tagliando il traguardo con un tempo di 3h 01’, e si classifica terza di categoria! Brava Martina! E grazie a tutti per questa giornata memorabile.

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