Roberto & Slyway explorer

 

Ho scoperto il mondo delle reclinate tramite internet, alla ricerca della bicicletta ideale per il turismo a prevalenza stradale. Leggendo qua e là le cose pubblicate in rete, mi sono subito appassionato alla causa! Dopo appena un paio di test di guida, su differenti modelli, ho coraggiosamente affrontato l’acquisto di una Slyway Explorer. Anche nel mio caso però l’inizio è stato disarmante! Postura innaturale, insicurezza nell’equilibrio, incapacità a controllare la direzione… Mi sono esercitato regolarmente, anche solo una mezz’oretta alla settimana – negli orari e nelle vie con pochissimo passaggio di auto. Ho dovuto collezionare alcune cadute! Poco alla volta, ho riconquistato il controllo del mezzo e allora ho affrontato le prime timide uscite! I disagi iniziali venivano ripagati da una soddisfazione e una piacevolezza di guida sempre maggiori. Ho poi anche ovviato ad un mio problema alla cervicale realizzando un semplice appoggia-collo. Così ho finalmente potuto provare appieno l’emozione di viaggiare su una poltrona a due ruote! Un’esperienza del tutto nuova… A contrasto del normale affaticamento delle gambe – dovuto alla pedalata – sopraggiunge una rilassatezza inaspettata del busto, delle braccia e del fondo-schiena! Sensazioni opposte, insolite, ma meravigliose… La felicità di percorrere oltre 100 km in tutta tranquillità, senza accusare torpori ai polsi, dolori alla schiena, né problemi alla zona perineale. Il fascino di explorare il mondo restando comodamente sdraiato! Rispetto alla bici comune (tipo touring/passeggio) si riscontra una minore “agilità”: specie negli stop&go, nei passaggi stretti, nello scartare ostacoli o pedoni, nel superare piccoli salti, scalini, rampette… Ma con l’abitudine e un po’ di pazienza si riesce quasi sempre a cavarsela. E’ di fondamentale importanza imparare ad usare gli attacchi a sgancio rapido. La trovo straordinaria nei lunghi percorsi stradali pianeggianti con fondo buono. I muscoli delle gambe lavorano in modo leggermente diverso, rispetto alla bicicletta verticale; mi è necessitato un po’ di tempo per riconquistare la resistenza sulla distanza. Con l’allenamento, e i rapporti corti quanto basta, ho poi affrontato dignitosamente anche le prime salite: niente strappi né balletti, ma un “mulinello” continuo e regolare – senza mai aggrapparsi al manubrio! Montando coperture più larghe e “consistenti”, si superano con discreta disinvoltura anche i fondi irregolari e lo sterrato leggero. Infine, grazie alle sue doti di velocità, comodità e comfort, può tranquillamente essere impiegata come mezzo di trasporto alternativo, ecologico e divertente! La linea dell’Explorer (come di tutti i modelli Slyway) è slanciata, semplice e accattivante al tempo stesso. Rispetto ad altre reclinate è più alta, a vantaggio della visibilità su strada; ma con le giuste regolazioni è ugualmente utilizzabile anche dai ciclisti di statura medio-bassa. Però ha una lunghezza complessiva  inferiore di altri modelli, specie esteri, ed è quindi in generale più maneggevole. (Naturalmente è comunque più lunga e ha la seduta ovviamente più bassa rispetto ad una bici tradizionale). Il sedile è assolutamente geniale: solido e confortevole; fresco già nel materiale metallico e ben areato nella generosa foratura; si integra perfettamente con la borsa Radical Design Aero, la furbissima borsa/zainetto appesa allo schienale. La componentistica è di qualità, scelta oculatamente e periodicamente aggiornata.

Roberto Cantù

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