Domenico & Slyway enjoy

 

Abito in Abruzzo, tra le montagne, ed ho notato che, anche se le reclinate sono più lente in salita, una volta trovato il passo che ti si addice, la posizione distesa permette di evitare il continuo alzarsi ed abbassarsi sulla sella, proprio delle “bici normali”. Questo è particolarmente utile nei viaggi quando, con 20 kg di bagaglio, non è molto comodo dover stare in piedi, con il carico che ondeggia a destra e sinistra. Ho comunque constatato che la Enjoy va meglio in salita della precedente (una reclinata con il manubrio basso e la ruota anteriore da 20″). Una volta regolate le inclinazioni del sedile e del manubrio e superato l’iniziale disagio, dovuto al sedile più alto da terra ed al manubrio posizionato diversamente, ho notato che la bici è veloce, sicura e maneggevole. Riesco ad effettuare una buona spinta sullo schienale che mi permette, in salita, di supplire al non poter stare in piedi e, in pianura, di spingere, rendendo la bici scattante. In discesa è docile e sicura, probabilmente anche a causa del maggior diametro della ruota anteriore ed allo sterzo più preciso di quello basso (l’altra, anche se comodissima, era più nervosa).

Sugli sterrati si conduce bene ed in discesa, agganciandomi al manubrio, riesco a mettere la schiena in posizione quasi verticale, potendo così vedere la strada, onde evitare grosse pietre o buche. Nel complesso la bicicletta è ottima: veloce, comoda, versatile e, all’apparenza, robusta. Queste ultime due caratteristiche mi interessano molto in quanto, viaggiando, la bici viene per forza di cose maltrattata e capita sovente di passare da strade lisce e scorrevoli a sterrati malridotti: occorre dunque un mezzo che non crei problemi in ogni situazione.

 

Non vedo l’ora di provarla in viaggio – in luglio andrò da Heidelberg a Copenaghen. Ho fatto montare una guarnitura anteriore 50, 39, 30 e posteriore 11-34 e vedo che non ho problemi con nessun tipo di percorso;  sull’altra avevo  52, 42, 30 e, almeno per me , era un pò troppo: usavo raramente il 52. Comunque complimenti ancora per aver ideato e realizzato una bicicletta con queste caratteristiche. E poi credo che, da un punto di vista commerciale, occorra un bel coraggio! Speriamo che questo tipo di bici si diffonda; dalle mie parti sono l’unico e, al di là dell’amena curiosità che suscita, nessuno cerca di capirne gli innegabili vantaggi, specie per il cicloamatore. Sono tutti concentrati a cercare di ripetere le gesta degli eroi dopati proposti dalla tv.

Domenico Mancinelli

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