Bruno & Slyway enjoy

 

Qualche anno fa ho visto passare un matto coricato su due ruote che andava come uno sparuchetto ed è stato un colpo di fulmine. Sono andato su internet e ho scoperto che quella che avevo visto altro non era che una bici con più di 100 anni di storia. Recumbent. Reclinata. Per me sarebbe più adeguato il termine “Amaca da corsa”. Sono diventato grande sulle bici. Ci ho fatto di tutto. A quei tempi i soldi erano pochi e, una volta andati i copertoni, sono andato anche sui cerchioni. E ci facevo le pieghe! Ero giovane. Col tempo sono cresciuto e ho potuto cominciare ad usarle in maniera ortodossa. Da città, mountainbike, da corsa. Ma ho fatto anche altro. Pallavolo, calcio, atletica leggera. Ero portato per lo sport, così sono diventato insegnante di educazione fisica ma dopo anni di “sana” attività ho scoperto che anche le cose potenzialmente benefiche se fatte in modo esasperato sono dannose. Ernia del disco (doppia), slittamento di una vertebra, spondilolisi, sublussazione ad una spalla, caviglie andate, ginocchia quasi pure, cervicale da piangere. Mi è così venuto il dubbio che se fosse vero che lo sport fa bene alla salute non esisterebbe la Medicina dello sport. Ma ormai era tardi. Ho dovuto smettere di correre, di sciare, di nuotare (anche quello mi provoca dolori alla schiena) e di andare in bici. Quest’ultima attività era stata per un certo tempo l’unica attività di un certo impegno che riuscivo a fare, ma ad un certo punto ho cominciato ad avere forti dolori lombari, infiammazioni al nervo sciatico (di tutte e due le gambe), male alle spalle, dolore alla cervicale (e vertigini) e formicolio alle mani. A quel punto mi sono arreso e per uno che fino a quel momento (all’epoca avevo una trentina d’anni) era sempre stato in attività e lavorava nello sport è stata dura. Non mi è restato che camminare, ma il raggio d’azione, per ovvie ragioni, è piuttosto limitato per cui mi ritrovavo a fare sempre gli stessi percorsi: una noia mortale. Ho cominciato a prendere chili e i problemi alla schiena sono aumentati.

Sono passati vent’anni e ho visto quel matto sull’amaca da corsa. Dopo un po’ di tempo passando davanti ad un rivenditore di biciclette (Cicli Bosco di Imperia) – scusate ma a questo punto capirete che non posso non farne il nome – in vetrina ho visto LEI, la bici reclinata. Il giorno dopo ero lì a provarla. Il primo incontro era stato positivo (non sono caduto) ma la mia età – ho passato i vent’anni da quasi quaranta – mi ha condizionato un po’ nella decisione. Ce la farò a stare su questo trespolo? In breve non ho avuto il coraggio di fare il salto ma ho deciso che comunque dovevo riprovare ad andare in bicicletta: e ho preso una bici da corsa. Non sono  riuscito ad andare oltre il mese: mal di schiena, sciatica, dolori cervicali. Basta, era chiaro che con quel tipo di bici avevo chiuso. Ma nello stesso tempo ero anche piuttosto, come si dice, arrazzato? Sono tornato da Luca (Bosco) e gli ho detto riprenditi questa macchina da tortura e dammi quel “coso”.

E’ passato quasi un anno. Dopo venti minuti domavo la bestia e sono partito. Beh, mi rendo conto che possa sembrare esagerato, ma non c’è storia: nessun dolore alla schiena, nessun risentimento al nervo sciatico, la cervicale è in posizione normale, il peso del corpo non è sulle mani e sulle braccia ma sulla poltrona, mentre pedalo mi godo il panorama e non i sei o sette metri di asfalto che mi ritrovavo a fissare davanti alla ruota della bici da corsa. In pianura e in discesa nel confronto con l’altra bici la mia amaca da corsa? Vince alla grande: in discesa grazie alla posizione allungata hai meno resistenza all’aria e fili come uno… sparuchetto, in pianura vai che non te ne accorgi, macini chilometri senza alcuna fatica. In salita, per contro, non ti fa sconti ma io non ne volevo: quando i rapporti favorevoli non bastano, su una bici da corsa ti alzi sui pedali, qui non puoi. O pedali o ti fermi, ma io finora – e come ho già detto era molto che non andavo in bici – non ho avuto problemi.

Concludendo: vi assicuro che dopo questa esperienza non posso che consigliare a tutti di provare una recumbent. Fidatevi, provate un’amaca da corsa e rimarrete piacevolmente sorpresi.

Viva le reclinate.

Bruno

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